Si è chiusa con una straordinaria partecipazione di pubblico la terza edizione del Festival Ammajare, promossa dall'Amministrazione Comunale e l’associazione intrecci culturali, sotto il tema guida “La Repubblica delle Donne”, la manifestazione ha confermato la sua natura di "altro festival": un evento pensato per mettere al centro della discussione temi di profondo valore civile e ospiti che si distinguono per avere "qualcosa da dire", prima ancora che per la risonanza dei propri nomi.
Un percorso intenso che ha saputo intrecciare arte, letteratura e attualità. Fin dall'apertura delle prime giornate – con le favole musicali dedicate al mito sardo delle Panas e al ricordo di Margherita De Gaudenzi al lavatoio di Biddanoa, fino al saggio Anime Ombra di Rita Nappi e al potente reading di Mondo X guidato da fra Carmine e suor Graziella Passaro, capace di unire l'umiltà di San Francesco ai principi cardine della Costituzione – la manifestazione si è distinta per la profonda riflessione sulla figura femminile. L’omaggio costante e commosso ad un’icona del territorio come Maria Cartaè stato interpretato dalla voce di Valentina Capasso, accompagnata alla chitarra da Sebastiano Deriu, ritmando con eleganza i diversi momenti del festival.
La giornata conclusiva si è aperta proprio sotto il segno di Maria Carta, per poi lasciare spazio al panel "Io e Kelledda", un profondo ricordo corale di Michela Murgia condotto dal direttore artistico Giampaolo Cassitta con Nicolò Migheli e Francesco Leone. Attraverso la citazione del racconto “Anna della pioggia”, richiamato come esempio di forza di carattere, e le testimonianze dei presenti, si è delineato il ritratto di un'intellettuale geniale e coraggiosa. Come ricordato nel corso dell'incontro, Michela andava "in direzione ostinata e contraria" – per citare Fabrizio De André –, con la capacità di ridisegnare il concetto di "famiglia queer" come progetto politico, affrontare temi marginali e pensare alla Sardegna con un'ambiziosa visione dal basso. Come sintetizzato dal direttore artistico: «Scoprire Michela significa riscoprire sé stessi».
La riflessione letteraria è proseguita con Nando dalla Chiesa e la presentazione del volume “La ragazza di vicolo Pandolfini”. In un dialogo molto commovente con Cassitta, l'autore ha offerto un ritratto intimo non solo di una donna, Emilia, ma di ciò che rappresenta l'Amore con la "A" maiuscola: un sentimento che non mira a cercare la compagna o il compagno perfetto, ma che sa cosa significa accettare l'altro nella sua totalità, superando il tempo e la morte.
La serata è poi proseguita con l'emozionante concerto narrativo dell'Accabadora portato in scena da Elisa Zedda e Andrea Congia.
Un momento di grande valore civile si è vissuto con l'impegno affinché la Sardegna si doti di una Carta che tuteli la pace, nata dall'esperienza e dai valori del centro di S’Aspru. Contestualmente, il Sindaco Giovanni Porcheddu ha annunciato l'ufficiale intitolazione della Biblioteca Comunale di Siligo a Julia Carta, il luogo sacro dove si custodiscono le parole: ogni autore che presenterà un'opera in paese ne donerà, d'ora in avanti, una copia alla biblioteca.
Il Premio "Ammajare 2026" è stato conferito, dal sindaco Giovanni Porcheddu, alla giornalista Emanuela Pala per il coraggio dimostrato a bordo della flottiglia umanitaria e la sua profonda testimonianza di pace e difesa dei diritti umani. I tantissimi appuntamenti in programma hanno trovato nella musica un collante prezioso, valorizzando anche i giovani talenti del territorio: tra i protagonisti di questa edizione del festival si sono infatti distinti i fratelli Francesca e Lorenzo Puggioni, due giovani musicisti silighesi estremamente promettenti.
La cena conviviale organizzata dalla Pro Loco di Siligo ha fatto da preludio al finale musicale affidato al concerto dei Bertas. Una delle formazioni più storiche e rappresentative della musica sarda ha fatto calare il sipario su un'edizione indimenticabile, confermando il Festival Ammajare come uno spazio in cui la cultura dialoga apertamente con la memoria, la coscienza civile e il futuro.
Il Festival Ammajare è stato promosso dal Comune di Siligo e dall’associazione intrecci culturali, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, in collaborazione con la Fondazione di Sardegna, l’associazione Pro Loco di Siligo, e il coordinamento organizzativo dell'Associazione Enti Locali A.C.S.

















