Siligo. Lo scrosciare dell’acqua dell’antico lavatoio di Biddanoa, le note dell’arpa di Beatrice Melis, il malinconico flauto di Tony Chessa, il gracchiare dei ranocchi e il frinire delle cicale: un paesaggio bucolico alle porte di Siligo ha inaugurato ieri la prima giornata del Festival Ammajare.
La serata si è aperta con i saluti del padrone di casa, il sindaco Giovanni Porcheddu, che ha dichiarato: «Quest'anno crediamo che Julia (Julia Carta, ndr) sia particolarmente contenta, poiché si parla delle donne e della loro forza nel corso dei secoli. Oggi vogliamo rivalutare la figura di una donna processata solo per essere stata considerata una strega, mentre in realtà usava il suo sapere per aiutare il prossimo».
Il direttore artistico, Giampaolo Cassitta, ha sottolineato che l’omaggio, costante durante i quattro giorni del festival, andrà a un’altra donna silighesa, un’artista mai dimenticataMaria Carta. A renderle omaggio la cantante Valentina Capasso, che ha eseguito “Su dillu” con il metodo “a cappella”.
Il primo spettacolo teatrale L’Ultima Strega, con la voce narrante di Giampaolo Cassitta, (autore anche del testo)ha messo in scena la storia – terribile poiché vera – di quello che si può definire, oggi, un femminicidio. All’epoca, però, quello di Margherita De Gaudenzi (nota anche come Stria Gatina), avvenuto nel 1828 nella Val Sesia, in Piemonte, è stato un omicidio operato da una folla inferocita e impaurita, che finì la povera donna – vedova e non più giovanissima – a bastonate, davanti agli occhi di sua figlia. Così, a sessantaquattro anni, se ne andò una donna che è divenuta, suo malgrado, leggenda. Lo spettacolo di ieri ha provato a ridarle un volto e una dignità.
«La storia di Margherita ci insegna ad andare oltre le apparenze, e a comprendere che, dietro ogni etichetta, esiste una persona», ha sottolineato Giampaolo Cassitta, facendo riferimento a quanto, anche oggi, attraverso i Social, si creino dei bersagli mediatici difficili da sopportare per chi ne è vittima. All’interno del reading c’è stata anche l’esecuzione di brani cult della canzone italiana, come Quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia, e La donna cannone di Francesco De Gregori. Sul palco, un trio d’eccezione, poiché composto da tre fratelli: Francesca e Anna alle voci e Lorenzo Puggioni alla chitarra.
Il secondo spettacolo, dal titolo Anime in viaggio, era invece incentrato su una storia che “c’era” e “c’è ancora”. «Una storia sentita da sempre – come ha spiegato il direttore artistico del Festival, Giampaolo Cassitta – ma che tutti hanno dimenticato, quella che racconta la scintilla della vita che arriva dalle donne». È è una favola musicale Anime in viaggio, scritta da Giampaolo Cassitta che interpreta il narratore e interpretata dalla sua voce insieme a quella di Roberta Campagna nel ruolo di Nebida. La favola ha condotto il pubblico in un’atmosfera rarefatta alla scoperta della storia delle panas: gli spiriti malinconici delle donne morte di parto che, per sette anni, si recavano al lavatoio di Biddanoa per lavare i panni e il dolore stesso, dando vita a un testo in cui ogni suono risuonava nella notte «come un cuore che non si arrende».
I balli in cerchio, a ridosso dell’antico lavatoio, a cura della compagnia Kerkos, hanno reso il racconto ancora più suggestivo. Una partenza che possiamo definire a tutti gli effetti “magica”, quella del Festival Ammajare edizione 2026.
Il festival oggi dà appuntamento al centro di Siligo, in località Su Runaghe, per una ricca giornata dedicata alla storia e alla figura femminile. Si partirà alle 17:30 con la processione e il successivo "Processo a Julia Carta" a cura del Gruppo Castello di Iglesias. A causa di problemi personali dell'autore Giulio Concu, la prevista presentazione del suo libro Maghias è purtroppo rinviata, con la speranza da parte dell'organizzazione di poterla recuperare presto all'interno della sezione Ammajare OFF. Il pomeriggio prosegue poi con il ciclo "Le donne prima della Repubblica": alle 19:15 Donatella Pau Lewis presenterà il suo libro Eleonora d’Arborea in dialogo con Paolo Bellotti (con intermezzi musicali di Valentina Capasso e Sebastiano Deriu), seguito alle 20:00 dalla presentazione di Il cuore scalzo (Grazia Deledda) di Silvia Sanna, sempre intervistata da Paolo Bellotti e accompagnata dalla musica di Francesca e Lorenzo Puggioni. Dopo la cena curata dalla Pro Loco alle 21:00, la serata si chiuderà alle 22:00 con lo spettacolo musicale "Gli uomini cantano le donne", che vedrà sul palco Denise Gueye e Marco Carta.
Per scoprire tutti i dettagli, consultare l'orario dei singoli appuntamenti e rimanere aggiornati sugli sviluppi della manifestazione, il programma completo è disponibile online sul sito ufficiale festivalammajare.it e sui canali social del festival, attraverso la pagina Facebook Ammajare Festival e il profilo Instagram Ammajare.
Il Festival Ammajare è promosso dal Comune di Siligo con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, in collaborazione con la Fondazione di Sardegna, l’associazione Pro Loco di Siligo, l’Associazione Intrecci Culturali e il coordinamento organizzativo dell'Associazione Enti Locali A.C.S.



























